la radio che fa più male in assoluto se solo vi provate di fumarla
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Puntata d’un giorno avanti al giovedi usuale: vagonacciata d’inusualità con internet e cellulari del 1997 con furore, linee d’ombre superate e perse, veltrusconismi d’antan e televisioni appiattite su un solo padrone.
Musiche e testi da:

- Fucking BarbiesLove Depression | da: “Zagan Tour”, 1997

Definizione accademica: Fucking Barbies: Un nucleo di giovanissime ragazze che è difficile da definire in termini tradizionali. In un certo senso è un gruppo ‘transemusicale’. Ma non solo. Potrebbero anche essere scambiate per femministe: ma, ne sono sicuro, le prime cose che avvengono sul palco farebbero impallidire di incomprensione qualsiasi femminista ben strutturata. Esse rappresentano e praticano una delle possibili forme della politica instabile. Sono ‘femministe-cyborg’ (Haraway 1995). Il computer è uno strumento musicale come una scatenata batteria e due chitarre elettriche. Le voci alternate – non esiste infatti nessuna voce solista – giocano ironiche e distruttive con tutti i codici al ‘femminile’. Trionfa l’artificiale più sporco, la citazione più kitsch, lo stereotipo più plastificato. Poi – improvvisamente, senza un crescendo, ma per fratture – il gioco si fa duro: una esplosione di violenza musicale, testuale, corporale. Tutto si muove su codici doppi, tripli, su complessi livelli metacomunicativi. Il senso si sposta di continuo lungo il suo significante instabile e mobile. I loro corpi-barbies appaiono come uno scenario ‘panoramatico’, come bodyscape: una forma complessa e plurale di codici che sfidano la comprensibilità e che transitano instabili lungo sempre più incerte linee di separazione tra corpi e stoffe, tra pelli e plastiche, tra musicale e visuale. Pop e trash. Il loro linguaggio decostruito significa: ora vi vomitiamo addosso quello che avreste voluto che fossimo e che, per un attimo, vi abbiamo fatto credere che saremmo potute diventare. Perché non ci facciamo giocare da loro: ma siamo noi che vi giochiamo.

- OJMTo Be A Woman | da: “The Light Album”, 2003

Gli OJM provengono dalla provincia di Treviso e nascono a maggio del 1997. Il gruppo è riuscito subito a farsi notare da giornalisti ed addetti ai lavori italiani, creando uno stile personale che abbina al rock grezzo sonorità psichedeliche, assorbendo in modo magistrale le lezioni di Blue Cheer, Black Sabbath, MC5, GRAN FUNK.

- Good Clean FunSong for the lady | da: “Positevely Positive”, 1997-2002

Good Clean Fun is a Posi (positive hardcore) band from Washington, D.C. who took their band name from the Descendents song of the same name. Formed by four “Vegan Straightedge dudes” in 1997 because “the hardcore scene was in dire need of a sense of humor”, this band uses self-irony when spreading their message of veganism, straight edge, and optimism. Their main influence is New York straight edge group Gorilla Biscuits. Other influences include 7 Seconds, Minor Threat, and Youth of Today.

- I Gatti MézziTragedia dell’estate | da “Anco alle puci ni viene la tosse”

Il duo pisano si forma nell’estate 2005 da un’interessante combinazione. Tommaso Novi e Francesco Bottai, due pisani di velli che a giro ce n’è rimasti poìni, ogni tanto pensano alla loro città con tale passione e attenzione da dedicargli parte del loro prezioso tempo. Nascono alcune rime, poi diventano sonetti, racconti e canzoni. Si parla di pisa e delle su’ genti, di tutto vello che i nonni c’hanno lasciato della loro esistenza pisana in eredità senza mai abbandonare una rilettura in chiave moderna delle stesse realtà e dinamiche che caratterizzano l’attuale gente pisana. Un giorno fra Francesco e Tommaso, già attivi musicisti del panorama pisano, avviene un fortunato scambio di idee. E un’altra sera, poco dopo, barcollando in un vicolo di ritorno da una locanda, si guardano attorno rendendosi conto che di gatti mézzi non ce ne sono. “Dove sono finiti i gatti mézzi? puzzà ci puzza ma di gatti ‘un ce n’è punti”. ” con tutto ver che la gente butta via anche ‘ gatti de’ violi son doventati buzzoni e colla puzza ar naso”

- Peggio PunxCi stanno uccidendo al suono della nostra musica | dall’omonimo 12”

I Peggio Punx sono stati un gruppo musicale hardcore punk attivo ad Alessandria fra il 1982 e il 1989. Nel loro ultimo album il nome è stato cambiato in Peggio, cambiamento che rispecchia una virata sonora verso sonorità decisamente meno hardcore. il gruppo si è contraddistinto per la musica spesso sperimentale (nel primo album chitarra distorta “tipo mandolino”, fino agli ultimi pezzi decisamente lontani dai canoni punk – hardcore), e per i testi molto impegnati e riflessivi, testi dichiaratamente anarchici che li fanno essere uno dei gruppi punk più politicamente decisi e schierati dell’intera scena italiana. Nei primi anni ottanta sono molto attivi nella scena italiana, partecipando a numerosi concerti, al fianco di gruppi come Wretched, C.C.M., Raw Power, ecc, in giro per i centri sociali occupati dai punk della penisola. I loro dischi sono autoprodotti, nel pieno dello spirito DIY dei gruppi punk più dichiaratamente “impegnati”. Recentemente è stata ristampata una raccolta contenente la loro discografia, e anche grazie a questa ristampa anche ora i Peggio Punx sono uno dei gruppi punk – hardcore italiani più apprezzati di sempre.

- Le luci della centrale elettricaFare i camerieri a Milano | da: “le luci della centrale elettrica”

Le luci della centrale elettrica illuminano le periferie delle città. si vedono dalle tangenziali, dalle strade provinciali, dalle nostre finestre a contemplare il panorama delle case popolari tutte uguali. con la scritta COOP rossa che svetta e i camion dei netturbini che investono i nottambuli e passano a pulire quel poco di sporco e di disturbo che siamo riusciti a provocare. canzoni senza stelle, con costellazioni di macchie di sperma sui tuoi vestiti neri, che strillano di carceri speciali e di lavori rari. Siano scivoli per te le occhiaia dei pendolari e le merde dei cani. Portami a bere dalle pozzanghere. a subaffittare i pezzi dei vecchi cantautori, di De Andrè che stava seduto per cantare, ubriaco fradicio, e dei gruppi punk dei primi anni ottanta che si fabbricavano vestiti adatti per combattere le loro guerre stellari. E non si pettinavano abbastanza per vederti. Con canzoni contagiate, siringhe male disinfettate, canzoni con l’epatite e occhi di criptonite. Assaltatori dei cieli e tuffatori dai grattacieli. io e te tre metri sotto terra. Incitamenti a resistere spudoratamente e tanta santa impazienza. ci piscino pure addosso gli angeli e i conoscenti morti negli incidenti stradali. Proteggimi dai lacrimogeni. e proteggimi le sopracciglia dai manganelli. è ora di ricucirsi i polsi.

- hettori, “1997″ | circoitalia, 16 novembre 2007
- Joseph Conrad, “La linea d’ombra”, 1917
- Norma Rangeri, “Chi l’ha vista? Tutto il peggio della TV da Berlusconi a Prodi (e viceversa)”, Rizzoli, 2007
- le luci della centrale elettrica, “cosa pensano i discotecari del lunedi”, 22 novembre 2007

 
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